I CULTI STRANIERI

 

E' molto probabile che i due templi Gemini fossero dedicati ai gemelli, Castore e Polluce: i Dioscuri, figli del divino Zeus e dell'umana Leda.
Secondo le fonti il loro culto aveva radici micenee, ma trovò ben presto la sua sede ufficiale, a Sparta, da dove si diffuse in tutta l'Ellade, sino ad arrivare in Magna Grecia, ed è proprio da Taranto che il culto penetrò nel territorio etrusco e quindi tra le popolazioni italiche del Lazio.

Castore e Polluce erano considerate divinità soccorritrici nelle battaglie, in mare e nei commerci. Inoltre avevano anche capacità terapeutiche.

In epoca imperiale, il culto dei Dioscuri, arrivò persino a confondersi con quello dinastico dedicato alle coppie di successori designati al trono imperiale, i cosiddetti principes iuventutis, i quali, già in epoca repubblicana, venivano chiamati principes, proprio come i figli di Zeus.

 

A confermare la loro presenza a Carsulae vi sono numerose analogie con un altro "doppio" culto, riconosciutogli presso il vicino santuario umbro di Torre Maggiore, quello dedicato ai Ss. Proculo e Volusiano ( quest' ultimo originario di Carsulae).

Oggi, nelle vicinanze dei templi Gemini, si trova una chiesa paleocristiana, intitolata a San Damiano. Questa, originariamente, fu dedicata ai Santi Anargyri ("che curavano gratuitamente i malati"), Cosma e Damiano, nei quali è stata riconosciuta la continuità, in epoca cristiana, del culto pagano dei divini gemelli.

Oltre a quello dei Dioscuri, a Carsulae, si celebrava un altro culto straniero, quello in onore di Mithra, divinità di origine persiana. Questi era considerato il dio del cielo (precedeva il sole all'alba e permaneva dopo il tramonto), della terra (conosceva i segreti pensieri degli uomini e ne combatteva la malvagità) e dei morti (aiutava le anime ad oltrepassare il ponte fatale e pesava le loro azioni sulla bilancia della giustizia).

In un' iscrizione rinvenuta nel territorio di Carsulae, si leggono i nomi di alcuni  leones, adepti al culto di Mithra che quali potevano assistere solo gli adepti al culto, i cosiddetti leones.

 

 
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